Siamo campi vibrazionali

Noi siamo fatti di proteine, abbiamo una struttura proteica, siamo fatti di minerali, acqua e gas. I nostri elementi costitutivi sono questi. Qual è il denominatore comune? Andiamo ad analizzare di cosa siamo fatti con il pensiero del mondo greco che la scienza ha confermato in pieno.

Siamo fatti di:

  • Proteine che sono fatte di aminoacidi
  • Minerali che sono fatti di molecole
  • Gli aminoacidi sono fatti di molecole
  • L’acqua è una molecola molto semplice
  • I gas sono molecole molto semplici
  • Tutte queste sono molecole a loro volta composte da atomi.

 

L’atomo è formato da un nucleo di protoni e neutroni ed elettroni esternamente al nucleo. Abbiamo dunque elettroni negativi ed un nucleo positivo che insieme creano un campo. La grandezza dello spazio esterno al nucleo dipende dall’attrazione che subisce l’elettrone. In fin dei conti noi siamo questo. Siamo fatti di quelle sostanze (proteine, minerali, acqua e gas) che in fin dei conti sono fatte di atomi, che hanno elettroni che circolano nelle loro orbite che producono campi vibrazionali. Noi siamo campi vibrazionali. Tutto il resto è chiacchiera. Noi siamo campi vibrazionali perché strutturalmente siamo fatti così. Quando parliamo di energia, di flusso energetico che spesso in medicina viene frainteso, stiamo parlando del livello base della materia.

La nostra vibrazione costante entra poi in risonanza con la vibrazione cosmica e da quella terrestre da cui è permeata. Finché la materia biologica è in vita comunica con la vibrazione terrestre e quella cosmica, interagiamo con queste, utilizzandole come fonte di energia. Utilizziamo queste forze elettromagnetiche naturali come nostro nutrimento.

Il cibo che mangiamo da solo non sarebbe sufficiente, perché spendiamo in energia quotidianamente molto più di quello che ricaviamo dal cibo.

Il calcolo biologico della nostra spesa esistenziale sarebbe del tutto errato senza questa componente. Pensiamo che la vita si basi sulla media di 2000 calorie che assumiamo con il cibo: è un calcolo da stupidi. È un errore che come tanti errori vede solo una parte della realtà.

La nostra vita è fondamentalmente dipendente dai campi elettromagnetici cosmico e terrestre, i nostri atomi prendono informazione e energia da queste due forze e quindi danno energia alle molecole, danno energia agli aminoacidi, alle proteine, alla nostra intera struttura. Gli esseri intelligenti sfruttano questa fonte di energia. Quelli meno intelligenti la ignorano, ma ne sono in interazione ugualmente. Tutti i cibi che trasformiamo in mattoni per la nostra struttura crescono e vivono basandosi sullo stesso principio. La risonanza tra noi e la natura è fondamentale perché noi abbiamo questa componente comune con le fonti del cibo: in noi accade la stessa cosa che accade ad un cavolo, ad un albero, ad un animale che usiamo come fonte di cibo. Sul piano energetico siamo in risonanza con la natura. Ma questo valeva nei tempi biblici, oggi non è più così, perché oggi questo spazio di forze elettromagnetiche naturali subisce moltissime interferenze.

Abbiamo creato un sistema di campi elettromagnetici che turbano la comunicazione diretta tra noi, il flusso elettromagnetico terrestre e quello cosmico. Lo abbiamo fatto per ignoranza, perché non conosciamo le conseguenze di quello che facciamo. Abbiamo creato intere reti di comunicazione che turbano la nostra vita, quella delle piante e degli animali che utilizziamo come fonti di cibo.

Teoricamente siamo ancora nella stessa risonanza, ma con forti disturbi di risonanza dentro di noi. Disturbi di risonanza che ogni forma vivente cerca di affrontare investendo sempre di più. Una parte dell’investimento biologico, cioè della spesa, del costo biologico della nostra vita, serve per affrontare queste interferenze immesse tra noi e le forme energetiche autentiche terrestre e cosmiche, interferenze che non ci dovrebbero essere. Questa spesa in più per la vita umana non era calcolata.

In 100 anni ci siamo trovati ad investire su come affrontare queste interferenze generate dal nostro bisogno di trasmettere notizie, connetterci, inviare comunicazioni, guardare la TV. Apprezziamo i benefici, ma non abbiamo mai calcolato il costo biologico di tutto ciò, e quando vogliamo calcolarlo, i gruppi di interesse negano e dicono “non fa male e basta”, invece di essere onesti e dire qual è il problema che si crea con questi strumenti di comunicazione, invitando tutti a proteggersi, se ne nega l’evidenza.

Come possiamo investire di più? Eccitando i nostri neuroni a respingere le interferenze, creando una sorta di corazza intorno a noi che respinge le interferenze.

Queste perturbazioni sono costanti intorno a noi, giorno e notte viviamo sotto le interferenze dei campi elettromagnetici, basta avere in stanza un computer, tv, un sistema wifi, un apparecchio telefonico, una radio sveglia controllata a distanza e le interferenze sono maggiori, per non parlare dei microonde, delle cucine ad induzione, ecc. La biologia umana è stata messa a dura prova. Trent’anni fa non c’erano tante antenne sui tetti dei palazzi, oggi sono un paesaggio comune. Questo investimento che noi facciamo mette a dura prova la nostra struttura perché è costante quanto l’investimento per affrontare la gravità e l’atmosfera. Questo significa che abbiamo deviato una parte del nostro investimento biologico che è il nostro costo esistenziale in una spesa non prevista dalla nostra biologia e questo accade dalla nascita, anzi dal concepimento, perché le onde elettromagnetiche non conoscono barriera.

Per poterle affrontare noi andiamo a sovraccaricare di energia i nostri sistemi all’interno di strutture cellulari. Immaginate una cellula nelle cui catene proteiche e quindi aminoacidiche e quindi molecolari e quindi atomiche tutto dev’essere sovreccitato (spinge in direzione centrifuga, maggiore di quella centripeta), è come sentirsi in gabbia. Per questo è scesa la tolleranza nei rapporti perché la sensazione è di vivere sentendosi in gabbia e la mia gabbia deve essere compatibile con quella degli altri. È una condizione umana pericolosa per la salute, che ha spinto i meccanismi biologici a formare una reazione di rifiuto, a ribellarsi, tutte le reazioni da rifiuto si affrontano con meccanismo istaminergico. Per questo il nostro sistema istaminergico è iperattivo, a sua volta questo sistema funge da inibitore del sistema immunitario, per cui l’immunità umana è sotto alta repressione: troppi poliziotti dentro e fuori. Allergie, asma, dermatiti, bambini allergici, sono tutte forme di rifiuto.

E noi andiamo sempre ancora a cercare il batterio responsabile, perché ci deve essere per forza e non calcoliamo la nostra condizione di vita.

L’aumento delle intolleranze alimentari viene dal fatto che i cibi hanno subito gli stessi processi e sono traumatizzati da interferenze elettromagnetiche, da inquinanti, manipolazioni, maltrattamenti sul piano tecnologico; inoltre contengono in sé e vanno a nutrire l’informazione di rifiuto. Scegliere cibi che affrontano meglio questo tipo di forzatura è quello che dobbiamo fare per rinforzare le nostre difese.

(materiale fornito da Diana Gallone esperta in Alimentazione Funzionale e Naturopata, rielaborato per il sito)

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