Le conseguenze della riduzione di dopamina

La dopamina è un mediatore chimico che nel cervello funziona da neurotrasmettitore. Questa importantissima sostanza chimica interagisce con tutti i sistemi biologici, soprattutto neuroendocrini. Un suo eccesso o una sua carenza sono causa di parecchi stati di disagio e/o malattia.

In particolare, la riduzione di dopamina porta ad una eccessiva quantità di aldosterone, ormone che comanda la pompa sodio/potassio, di conseguenza questo genera uno squilibrio elettrolitico con un trattenimento di sodio ed una perdita di potassio, con grande sofferenza muscolare. L’eccesso di aldosterone a sua volta procura eccesso di cortisolo perché andando in acidosi e quindi in condizione infiammatoria, l’organismo provvede a liberare più cortisolo.

Un eccesso di cortisolo procura l’aumento automatico di insulina che brucia immediatamente zuccheri (e i cassetti degli uffici si riempiono di biscotti, patatine, cioccolata, col senso di fame sempre dietro l’angolo). Questa oscillazione della curva del glucosio deve essere affrontata dalla tiroide che diventa una macchina la cui marcia cambia costantemente. Per fare questo la tiroide deve chiedere maggior sostegno all’ipofisi attraverso la produzione di TSH. Ma l’ipofisi non svolge solo questa funzione!

Nelle donne ad esempi, l’ipofisi determina anche la ciclicità legata alla fertilità, quindi se deve sostenere di più la tiroide, sosterrà meno l’apparato gonadico, le ovaie, con oscillazioni dell’FSH che si ripercuotono sull’andamento mestruale, con sbilanciamento nel rapporto tra estrogeni e progestinici procurando la sindrome premestruale.

Conseguenze di questa alterazione ormonale

Una riduzione di dopamina porta malumore, stato sub-depressivo, tensione muscolare (perché il muscolo non svolge un corretto scambio di elettroliti – trattenimento di sodio ed espulsione di potassio come sopra).

L’eccesso di aldosterone procura ritenzione idrica, irascibilità, scompenso di ormoni maschili.

L’eccesso di cortisolo procura sclerosi della matrice extra cellulare, causa del nostro invecchiamento: più consistente è questo fenomeno più accelerato sarà l’invecchiamento.

L’aumento di insulina si comporta da fattore di deposito di grassi e spesso anche di crescita oncologica.

Le oscillazioni di glucosio mettono pancreas e fegato a dura prova perché pur essendo organi calcolati per lavorare in modo più o meno costante, a causa di questo scompenso si ritrovano a lavorare sotto stimoli errati perdono la loro costanza fisiologica.

(articolo tratto da una lezione del Dr. Viktor Marko Solomon)

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