L’Acidosi un disturbo assai comune

L’Equilibrio acido-base è un complesso meccanismo fisiologico che regola il pH ematico tra valori di 7,35 e 7,45 consentendo di svolgere in modo ottimale le proprie funzioni metaboliche e di mantenere costanti le funzioni vitali.

Questo equilibrio è il risultato di una serie di reazioni chimico-fisiche influenzate da fattori esterni ed interni, quali alimentazione e attività fisica da un lato, frequenza e profondità dell’attività respiratoria (eliminazione dei prodotti acidi volatili) e attività regolatrice del rene (sistemi tampone) dall’altro.

Anche intestino, cute, e funzionalità gastrica (formazione di acido cloridrico e carbonato basico di sodio) sono implicati in questa regolazione, nella quale entra in gioco anche la psiche! Quando l’equilibrio acido base è alterato l’organismo entra in acidosi.

Trattare l’acidosi attraverso l’alimentazione.

Un’attività fisica troppo intensa, l’eccessivo uso di farmaci, il fumo di sigaretta, molte patologie croniche e/o autoimmuni, così come un’alimentazione eccessivamente industrializzata a base di troppi zuccheri, proteine, carboidrati, bibite addizionate di acido orto fosforico, sono tra le principali cause di acidificazione.

Per questo risulta fondamentale il rapporto quantitativo tra i singoli componenti del pasto, nel senso che ad una adeguata quantità di carboidrati e di proteine deve corrispondere una altrettanto adeguata quantità di frutta e verdura in quanto quasi tutti i vegetali alcalinizzano, compensando gli alimenti acidificanti, che sono appunto zuccheri, proteine e carboidrati. Facciamo un esempio. Per neutralizzare il carico acido di una porzione di proteina animale di 150 g sono necessari circa 450 g di verdura e frutta ad azione alcalinizzante.

È infatti soltanto l’equilibrio dei vari componenti del pasto che garantisce una stabilità dei valori di pH, l’eccesso in un senso o nell’altro non potrà mai ottenere lo stesso risultato.

L’assunzione costante di verdura cruda ricca di sali organici assimilabili dall’organismo a fronte di un’attenzione particolare nell’assunzione di farinacei lavorati, proteine, zuccheri semplici e bevande acide dolcificate è dunque il primo passo da attuare verso una risoluzione del problema.

di Diana Gallone

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