La salute del cuore è noi nostri vasi

Un tipo di patologia molto diffusa oggigiorno è quella dell’apparato cardiocircolatorio. Il confronto con la patologia cardiaca è abbastanza recente perché l’uomo fino a 200-300 anni fa non viveva così a lungo. La vita dell’uomo si chiudeva intorno ai 50 anni per cui le patologie cardiache non si esprimevano con tutte le sfumature con cui si esprimono oggi e non era possibile studiarle proprio perché la vita era molto breve.

La patologia cardiaca più diffusa è l’infarto. Da cosa deriva l’infarto? La patologia cardiaca è fondamentalmente una patologia vasale, che riguarda il sistema dei vasi che affluiscono al cuore e al muscolo cardiaco e che danno al muscolo stesso la possibilità di vivere e di svolgere la funzione di contrazione e decontrazione, cioè l’effetto pompa sul circolo sanguigno. Ecco perché sostanzialmente la salute del cuore è la salute dei nostri vasi.

Per non ammalarsi un vaso richiede:

  • Elasticità che viene da un corretto trofismo;
  • permeabilità corretta;
  • capacità di sviluppare il pompaggio del sangue che non è solo del cuore ma anche delle valvole;
  • e quindi capacità di percepire gli impulsi nervosi che danno la spinta giusta per fare questa contrazione.

Se andiamo a vedere come è costruito un vaso, ci sono alcuni mattoni principali: i grassi, le proteine, sostanze che irrobustiscono questa struttura importante, fibre che sono simili alla cellulosa, con componenti carboniche. Da qui l’importanza dei grassi puliti.

Le società precedenti alla nostra facevano un utilizzo molto minore dei grassi. Gli oli non erano abbondanti, il burro era usato solo dalle popolazioni pastorizie, la margarina non esisteva, l’unico grasso di cui ci si cibava era quello rilasciato dalla carne nella bollitura, ma l’abitudine di consumare carne era piuttosto rara per la maggior parte dei popoli, la carne non era certo di uso quotidiano come oggi.

L’apporto di grassi nelle società preindustriali era dunque molto ridotto. La maggior parte era di derivazione vegetale come i grassi provenienti dalla frutta secca e dai cereali, pensiamo ad esempio alla vitamina E contenuta nel grano che è una sostanza grassa. Proprio per questo motivo probabilmente in queste società le malattie cardiovascolari non erano così espresse. Predominavano malattie di tipo epidemico che devastavano intere popolazioni.

L’utilizzo di qualità e quantità differenti di grassi rispetto alle società odierne non ha permesso la presenza di questo tipo di patologie. Oggi al contrario abbiamo una grandissima quantità di grassi nella nostra dieta, senza distinzione di paesi caldi o freddi. Cibi estremamente conditi di burro, olio, grassi animali, bistecconi pieni di grasso, prosciutto e salumi vari, ecc. Ora, proviamo ad immaginare l’organismo che di tutti questi grassi quotidiani in eccesso davvero non sa che farne.

Cosa succede all’eccesso di grassi della dieta

Una parte di queste sostanze si accumula qua e là e una parte finisce proprio nei vasi. Dato inoltre che molti di questi grassi sono sostanze pro-infiammatorie, nell’organismo si accendono processi infiammatori intravasali. Come tutti i processi infiammatori, i vasi che li subiscono alterano la loro struttura e il processo di rimpiazzo cellulare in questi vasi avviene meno e con difetto. Proprio in quelle aree infatti si nota un ispessimento dell’intimale vasale.

L’ispessimento non è altro che un processo ossidativo e come tutti i processi ossidativi avviene per opera o di un accumulo di radicali liberi o d’infiammazioni croniche. In questo caso a prevalere è più la seconda. Elementi infiammatori che finiscono in questo muscolo e nei vasi che attraversano il cuore finiscono per produrre una patologia vascolare cardiaca.

La scienza medica che oggigiorno fa prodigi ha ovviamente scovato metodi per contrastare tali patologie, ma teniamo sempre a mente che si tratta pur sempre d’interventi che condizionano ulteriormente la vita delle persone. Inoltre se il paziente continua a fare lo stesso tipo di vita non correggendo le sue abitudini alimentari, ricadere in eventi simili è decisamente facile.

Rieducare il paziente ad una sana alimentazione

Rieducare il paziente ad una sana e corretta alimentazione per interrompere questa pericolosa catena è fondamentale. La miglior cosa è impostare una dieta ricca di fattori antinfiammatori: Omega 3, verdure, spezie come zenzero, curcuma, origano, salvia, maggiorana, rosmarino, tutte spezie molto utili per il paziente cardiopatico. Anche il pesce e le alghe, ricche di omega 3 e sostanze antiossidanti, il mirtillo per via dei suoi bioflavonoidi, il porro, uno dei cibi più portentosi nel curare le patologie vascolari e anche la cipolla.

Infine, ricordiamo che nel processo vasale c’è anche un fattore genetico, delle mutazioni che rendono difettosa la coagulazione del sangue. Le piastrine infatti sono un altro fattore legato alla permeabilità vasale.

(articolo tratto da una lezione del Dr. Solomon)

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