L’importanza degli acidi gastrici

Siamo realmente certi che l’acidità di cui oggi si sente sempre più spesso parlare sia una componente negativa da neutralizzare a tutti i costi? Le varie aziende farmaceutiche non fanno altro che propinarci nuovi e allettanti antiacidi, da quelli più classici ai nuovi ritrovati più simpatici al sapore di fragola o in formati pocket e pronti all’uso per quando si è fuori casa. Ma l’acidità di stomaco è un parametro così negativo? E se sì, varrebbe la pena domandarci come mai madre natura ci ha dotato di un ambiente così fortemente acido?

Certi che nulla è fatto a caso, soprattutto quando parliamo di corpo umano, l’acidità dovuta all’acido cloridrico che si produce a livello di stomaco, è un fattore estremamente importante per la digestione e l’assimilazione di nutrienti. Dunque, eccome se serve!

La rivista professionale Orthopedic Surgeon scrive: “Gli antiacidi, medicinali che tante persone assumono di frequente, sono talmente pericolosi che sarebbero già stati ritirati dal mercato, se non fosse per lo strapotere dei cartelli farmaceutici. È noto da decenni che, con ogni loro assunzione, le ossa vengono private di una quantità di calcio compresa fra i 130 e i 300 mg. Contengono inoltre alluminio e contribuiscono all’incidenza del morbo di Alzheimer.

Madre natura non ha creato gli acidi gastrici solamente per combatterli, questi acidi sono assolutamente necessari per la nostra salute! Il nostro acido gastrico è talmente efficace da poter ridurre in brodino anche la più grossa delle bistecche nel giro di un’ora. Ma, immaginate cosa succede quando questa bistecca finisce in uno stomaco carente di acidi? Indigestione, malassorbimento e sintomi sgradevoli come gonfiore, bruciore, flatulenza e eruttazioni… spesso associate proprio al troppo acido. Non possiamo commettere errore più grande. Non è il troppo acido il problema, quanto piuttosto il troppo poco acido.

Mentre dei sintomi (gonfiore, bruciore, flatulenza e eruttazioni) ce ne accorgiamo nell’immediato, i danni dovuti al malassorbimento al contrario sono decisamente più insidiosi in quanto si manifestano a distanza di tempo. Ossa che si sbriciolano, malattie degenerative, infezioni acute e croniche causate da germi che verrebbero facilmente uccisi se gli acidi gastrici fossero nella norma. Ma c’è di più. Quando i livelli di acido sono nella norma, lo stomaco è in grado di scomporre pericolosi additivi alimentari e di uccidere microrganismi invasori; ma se nello stomaco manca questo prezioso elemento, gli additivi possono facilmente trasformarsi in nitrosammine cancerogene.

Ovviamente non sono solo gli antiacidi i responsabili di ipocloridrie. Carenza di acido cloridrico può essere indotta da molti altri fattori tra cui lo stress incessante, il fumo sia esso attivo e/o passivo, cibo spazzatura, antibiotici, un alto consumo di farinacei raffinati, diete eccessivamente basiche, ecc.

Non c’è da sorprendersi se i nostri figli oggigiorno soffrono di malassorbimento per carenza di acidi gastrici. Non c’è da sorprendersi se si ammalano di diabete, asma, infezioni recidivanti, anemia, parassitosi, celiachia e problemi dermatologici. Il cibo spazzatura riempie ormai i nostri carrelli della spesa. Dunque non possiamo poi meravigliarci se questo Junk Food, come lo chiamano gli americani, abbia delle conseguenze sullo stato di salute di tutti noi.

A tal proposito rimandiamo a due importanti letture, la prima redatta da due importanti medici americani Jonatan V. Wright e Lane Lenard dal titolo “Why the Stomac Acid is good for you” (M. Evans & Co. 2001) e l’altra dalla quale abbiamo preso spunto per scrivere questo articolo: “Take Control Of Your Health and Escape the Sickness Industry (Empowerment Press 2012, 12° edizione) di Eliane Hollingsworth. Quest’ultima dirige il centro medico Hippocrates sulla Gold Coast del Queensland in Australia.

Reflusso gastroesofageo e i pericoli degli antiacidi.

Dal testo della Hollingsworth: “Il vostro cardiologo vi ha mai avvisato che, come dicono i dr Wright e Lenard: “la bassa produzione di acido cloridrico e pepsina nello stomaco è associata a indurimento delle arterie, colesterolo alto, trigliceridi alti, ipertensione e obesità, fattori dannosi per il cuore?”

E il vostro internista vi ha menzionato che la quasi epidemia di parassiti nel mondo occidentale è dovuta in gran parte alla diffusione di questi farmaci? Secondo Wright e Lenard la carenza di acidi gastrici ci lascia in preda di salmonella, dissenteria, tifo, tubercolosi per non parlare di rigurgiti, diarrea, stipsi, gonfiore flatulenza, parassitosi.

Quando si afferma che soffrendo di reflusso gastroesofageo non si può fare a meno di prendere acido-soppressori, ci si sbaglia di grosso. La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) non è causata da un eccesso di acidi, quanto piuttosto da una loro carenza. Quando mangiamo e abbiamo un’ipocloridria, lo stomaco tratterrà il cibo più a lungo. Questo si agiterà, ma, dato che non c’è abbastanza acido, anziché svuotare i suoi contenuti nell’intestino tenue, causerà un rigurgito di parte del cibo nell’esofago, che causa bruciore.

A chi fosse stato consigliato di risolvere il disturbo ricorrendo ad un intervento chirurgico, consigliamo di riflettere su quanto scritto dal dott. Mercola su Men’s Journal nel dicembre del 2002: “Una soluzione chirurgica non dovrebbe essere neppure considerata nella gestione di questo problema puramente fisiologico e le generazioni future capiranno quanto è folle il nostro attuale modello medico che cerca di curare un problema sostanzialmente biochimico con la chirurgia”.

Riaggiustiamo dunque come prima cosa la nostra dieta, cerchiamo di ritagliarci piccoli momenti di relax, limitiamo quanto possibile lo stress quotidiano, cerchiamo di comprendere le motivazioni che potrebbero celarsi dietro ad un’ipocloridria prima di ricorrere a pericolosi farmaci che potrebbero portarci nel tempo serie conseguenze di salute.

(materiale fornito da Diana Gallone esperta in Alimentazione Funzionale e Naturopata)

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