“L’amaro” della vita

L’amaro insieme al dolce, al salato, al piccante-aspro e all’umami rappresenta uno dei cinque gusti che caratterizzano la nostra alimentazione. L’amaro in particolare è consapevolezza, è estrapolare ed esternare l’inconscio. L’amaro come gusto porta maturazione nell’individuo: l’estate è la stagione della maturazione completa, dove ogni forma vivente tira fuori l’amaro e il dolce allo stesso tempo.

La ricerca del dolce nasconde ricerca del piacere

L’amaro ricollega al dolore non al piacere: una civiltà che è in cerca solo di piaceri trascurando o negando le negatività del proprio vissuto, è una società che reprime la necessità di maturazione dell’individuo. La società contemporanea spinge alla ricerca del mero piacere (il papà ci compra il gelato, il telefonino, l’ultima tendenza del momento e da adulti non ci neghiamo ogni piacere la società ci porta a desiderare). L’amaro però è inscindibile dal vissuto di ogni individuo, anche se questo non viene elaborato. E la società incide nel non prendere consapevolezza di sé.

In questo contesto la famiglia ha un ruolo fondamentale. Un operatore della salute deve lavorare con la famiglia per far comprendere l’importanza dell’amaro nell’alimentazione. La madre deve far capire al bambino che rifiuta la verdura amara, che è alla ricerca del solo piacere e che il piacere è soltanto uno stimolo momentaneo che poi tradisce, perché dopo un minuto quel gusto non c’è più. Tutta l’esperienza del mondo è così: una sensazione successiva tradisce la precedente. La società moderna ha fatto del tradimento una moda, su tutti i piani, e questo lo risente dove duole di più: il tradimento di coppia, dell’amicizia. Del tradimento del cibo però non ci rendiamo ahinoi conto. Proviamo ad osservare cosa mangia una donna o un uomo che tradisce: una donna che tradisce sceglierà il dolce!

Sul piano fisiopatologico può indicare insufficienza biliare

Il gusto dolce tradisce perché è ricerca del piacere e negazione dell’amaro. Sul piano fisiopatologico invece un irrefrenabile desiderio di dolce dopo cena può indicare ed essere spia di una probabile insufficienza delle vie biliari che non liberano adeguatamente la bile, per cui per compensare nei processi digestivi si ha bisogno di secrezioni esocrine pancreatiche che vengono stimolate attraverso il sapore dolce.

Insufficienza biliare è incapacità di sintesi, pigrizia nella sintesi biliare, ma anche nei processi di sintesi intellettiva. La persona non è soddisfatta di sé. Non ha sentimento di essere realizzato. L’umanità non è soddisfatta di sé ed ecco che il problema si estende alla massa. Quello che si desidera al mattino non si vede realizzato la sera. Ed ecco che il gap tra desiderio e realtà è uno spazio che riempiamo con cose inutili.

Chi ricerca continuamente il sapore dolce si distacca dalla realtà. Prendiamo i soggetti che hanno avuto un ictus, questi soggetti dopo ricercano il dolce perché questo evento patologico porta distaccamento dalla realtà.

I bambini al contrario ricercano i sapori dolci perché sono alla costante ricerca del piacere, non hanno avuto ancora modo di confrontarsi con la vita. In famiglia si può però coltivare una sana cultura alimentare imparando ad equilibrare a tavola il dolce con l’amaro e gli altri sapori.

(Articolo tratto da una lezione del Dr Viktor Marko Solomon)

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