Il rapporto simbiontico dei funghi

I funghi sono parassiti. Esseri viventi che si installano presso altri esseri viventi e che da questi assorbono energia. I funghi possono avere una estensione sotterranea fino a 10 km quadrati. La simbiosi con le piante permette loro di assorbire azoto dal terreno e di trasmetterlo alla pianta in cambio di zuccheri.

Come tutti i rapporti simbiotici anche nel rapporto tra fungo e albero c’è un interessante dare e avere. Il fungo libera l’albero di sostanze tossiche che provengono dalla terra o che emergono dalla sintesi compiuta e in cambio ne ottiene facile nutrimento. Questa categoria di funghi che svolge azione di assorbire tossine, se viene utilizzata dall’uomo è in grado di sottrarre tossine anche all’organismo umano.

Ci sono funghi che sottraggono tossine dal terreno e dalle piante per un meccanismo simbiotico che arriva all’eccesso. Quando una pianta vuole difendersi da un aggressore esterno permette la crescita del fungo che assorbe tutto il veleno circostante, per cui se un animale mangia la pianta mangia anche il fungo e muore. L’aggressore viene così meno. Nel tempo questo meccanismo è stato provato da tanti animali, i quali ora sanno ben difendersene. Notando colore e forma di un fungo sono in grado di capire se toccare quella pianta oppure no.

I funghi si distinguono in velenosi e non, perché in relazione alla loro funzione, assorbono determinate tossine piuttosto che altre. I funghi non pericolosi sono quelli che assorbono blande tossicità, per cui la pianta ha maggiore possibilità di sviluppo.

Dato che i funghi sono spugnosi, è molto importante il luogo dove vengono raccolti, come nascono, dove e come vengono conservati e come vengono cucinati. Non è un caso che il fungo resta spesso indigerito. Meglio scegliere di mangiare quelli coltivati che hanno perso la loro funzione originaria. E meglio sempre attendere i 14 anni di età. Prima sono altamente sconsigliati.

Gli Champignon che coltiviamo oggigiorno, ad esempio, sono replicazioni di un modello biologico che è stato privato dell’azione vera. Conservano la memoria del loro vissuto, ma con intensità molto debole. Se trasferisci quel fungo nel suo contesto naturale, vedrai che si è scordato di assorbire tossine.

Del fungo non è importante l’utilizzo alimentare, quanto piuttosto il loro uso medicinale in grado di stimolare la produzione linfocitaria.

(Articolo tratto da una lezione del Dr Viktor Marko Solomon)

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