L’alimentazione per la scuola

I bambini sono in piena fase di apprendimento, la loro vita è un apprendimento continuo. In questa fase dunque c’è un ampio utilizzo della corteccia frontale. In questo delicato momento della vita non dovrebbero dunque mai mancare nutrienti preziosi come quelli contenuti nei semi vari ricchi di acidi nucleici, oli (grassi) essenziali, micronutrienti facili per nutrire il cervello. Apprendimento significa alta attività cerebrale, quindi consumo di neuroni, membrane da costruire, dunque ben venga il potere plastico degli omega-3 e omega-6 contenuti in grande quantità nei semi oleosi.

L’apprendimento è fatto di fasi: dalle ore 8 alle ore 10 raggiunge un picco massimo per riscendere già verso mezzogiorno. Il cibo dovrebbe quindi seguire la curva del glucosio che poi è quella del cortisolo (la curva insulinica è infatti influenzata dalla curva del cortisolo). Ecco perché conoscendo i bioritmi della fisiologia umana, bisognerebbe sempre dar loro sostegno attraverso l’alimentazione. Non è infatti un caso che al crollo della curva del cortisolo che si registra alle 12 corrisponda infatti un calo di attenzione. Al contrario delle ore che vanno dalle 9 alle 11 in cui abbiamo un liberazione di cortisolo dai surreni con conseguente alta attività cerebrale.

Dal momento però che i nostri bambini sono ancora tra i banchi alle 12, quel che occorre fare è fornire loro cibi che mantengono costante la curva del cortisolo e che evitino l’arrivo del senso di fame. Il senso di fame provoca sonnolenza, quindi crollo dell’attenzione.

Sfatiamo il mito che riempire il pancino fa bene

Come dovrebbero mangiare dunque i nostri bambini affinchè il loro stato di attenzione arrivi a coprire tutta la mattinata senza bruschi cali di attenzione dovuti al sopraggiungere della fame?

Innanzitutto partendo da un’ottima colazione in cui non dovrebbe mai mancare un uovo, della frutta, pochi cereali non raffinati a lento rilascio, dei semi oleosi, infine per bambini che non abbiano intolleranze, un bicchiere di latte intero biologico o the. NON succhi di frutta zuccherati né marmellate molto dolci che provocano un veloce picco glicemico destinato a riabbassarsi altrettanto velocemente con conseguente calo di attenzione e senso di vuoto allo stomaco. Dolcifichiamo semmai se proprio necessario con poco miele. Altrimenti evitiamo, questi alimenti sono già di per sé una riserva di zuccheri all’occorrenza.

Sfatiamo dunque il mito che ai bambini che vanno a scuola serve riempire il pancino per aiutarli ad apprendere meglio. Così non li aiutiamo affatto. Quando avrete infatti preparato loro un uovo fresco biologico, magari a zabaione per renderlo più gustoso e piacevole al palato,e dei semi oleosi, il vostro bambino avrà tutto quello di cui ha bisogno per sostenere la lunga mattinata di studio e apprendimento a scuola.

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