Chi è sul ponte di comando?

Il cervello umano è un organo molto complesso, le cui aree diverse sono sede di specifiche funzioni. Senza analizzarle tutte in dettaglio vorrei soffermarmi su due funzioni importanti che permettono di comprendere ed interpretare alcuni problemi prevalenti nel mondo di oggi. Mi riferisco alla corteccia cerebrale e all’ipotalamo.

La corteccia cerebrale situata nel lobo frontale è la sede dei processi decisionali e dell’etica, che, nelle sue diverse suddivisioni è preposta:

  1. all’organizzazione e pianificazione dei comportamenti complessi e delle cognizioni di livello superiore, che vanno dalle azioni volontarie e logicamente ordinate, alla programmazione motoria, alla fluidità verbale, all’apprendimento e all’utilizzo di concetti e strategie.
  2. Alla motivazione cognitiva ed emotiva.
  3. A regolare e inibire, se necessario, l’elaborazione di stimoli interferenti con il compito in atto, nonché controllare le motivazioni e le spinte istintuali.

L’ipotalamo è una complessissima struttura al centro del cervello che ha funzioni immunitarie ed endocrine. Esso è situato all’interno del nostro cervello emotivo, dal quale subisce grandissima influenza.

In sintesi potremo dire che mentre la corteccia frontale è preposta al pensiero logico superiore, alla guida dell’Io cosciente e consapevole, l’Ipotalamo si lascia comandare prevalentemente dalle emozioni, quindi dal corpo astrale.

Il cervello emotivo al comando

Nella nostra cultura occidentale (i modelli offerti, gli strumenti informativi, i mass media, la scuola, la famiglia, la società nella sua interezza) tutto ruota esclusivamente sulla sollecitazione delle emozioni e sulla soddisfazione sensoriale. Le notizie sono sempre date calcando molto la mano, ogni singola parola è enfatizzata e le interpretazioni che ne vengono fuori evocano molto spesso paura, tensione, violenza in quanto sembra siano queste ormai le emozioni che attraggono maggiormente l’attenzione delle persone.

Il cervello emotivo è al comando e quello dell’Io superiore che avrebbe la funzione di guida non viene sviluppato a sufficienza, a partire già dai bambini e dagli adolescenti che non riescono così a costruire il loro Io consapevole e diventano preda della ricerca esclusiva del piacere, della soddisfazione dei sensi.

Una cultura che punta all’avere, piuttosto che all’essere

L‘occidente non è più guida della civiltà perché ha perso il primato del pensiero. Una volta il pensiero occidentale era illuministico, andava alla ricerca del predominio della ragione, oggi questo processo si è fermato e questo stop si osserva anche nella cultura del cibo.

Mangiamo soltanto ciò che ci piace. Non sappiamo o non vogliamo sapere se questo cibo ci fa bene o ci fa male. L’unica cosa che conta è soddisfare i sensi, riempire la pancia. Se poi tutto ciò avrà una ripercussione nella lunga distanza non fa niente, rimandiamo il problema, occupandocene quando il conto arriverà.

Abbiamo perso la capacità di pianificare la nostra vita, demandiamo allo Stato e alla politica questo importante ruolo. Ma la politica che vediamo sempre più spesso oggi tende solamente a conservare la poltrona a chi la occupa, tenendo buoni i cittadini dando loro ciò che più li gratifica nell’immediato senza nessuna previsione dei costi effettivi futuri e dei problemi che arriveranno immancabilmente un domani.

In conclusione ciò che cerchiamo di affermare in questo articolo è lo sbando a cui sempre più spesso assistiamo negli ultimi anni, paesi dove i giovani sono continuamente sollecitati solamente verso quella che potremo definire la soddisfazione dei sensi. Verso l’avere, piuttosto che verso l’Essere e verso la costruzione di un Io forte. Sempre meno sollecitati ed invogliati allo sviluppo di capacità manuali o intellettive che possano renderli autonomi nella vita e metterli in grado di contribuire fattivamente all’umana collettività.

(Articolo tratto da una lezione del Dr Viktor Marko Solomon)

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